L'origine dell'automobile è difficile da stabilire con esattezza. Essa si basa, infatti, su modelli concepiti in precedenza, molti dei quali mai brevettati.

Il Carro di Cugnot[modifica | modifica sorgente]

Carro di Cugnot.jpg

Joseph Nicolas Cugnot è considerato colui che ha gettato il seme dell'industria automobilistica. La sua invenzione ebbe origine nel 1765, quando Cugnot iniziò a lavorare su un carro che trasportasse i cannoni senza la spinta di un animale. Nel 1769 nasce il Carro di Cugnot: prima automobile a tre ruote della storia. Il carro era alimentato da un motore a vapore a due cilindri verticali di 325 mm di alesaggio e 387 mm di corsa, per una cilindrata totale di circa 62.000 cm³. Inizialmente fu conosciuto come "macchina azionata dal fuoco", ed era in grado di trasportare oltre 4 tonnellate. Il carro era in grado di raggiungere i 10 km/h, tuttavia, aveva un problema importante: L'eccessivo peso creava difficoltà in sterzata e per questo motivo il carro, dopo una dozzina di minuti di attività, impattò contro un muro.

Nel luglio del 1771 venne costruito un secondo esemplare, che, con qualche accorgimento, riuscì a funzionare corettamente. Oggi questo veicolo è custodito al Conservatoire National des Arts et Métiers di Parigi; una replica è esposta presso il Museo dell'automobile Carlo Biscaretti di Ruffia, a Torino.

Non è esatto definire il Carro di Cugnot un'automobile, in quanto presentava molte similitudini alla locomotiva e al triciclo motorizzato, oltre a non essere utilizzato per il trasporto di persone. Tuttavia, ispirò i progettisti dell'Ottocento, che avrebberò successivamente avviato l'era dell'automobile.

L'Ottocento e l'automobile[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto di persone senza la trazione animale, iniziò nel XIX secolo, con la creazione di automobili con trazione a vapore, a trazione muscolare oppure a vela; tuttavia queste alternative si dimostrarono poco pratiche e durarono poco.

L'Ottocento fu il periodo di svolta, dove furono introdotte le prime automobili a motore; in questo periodo si susseguirono numerose innovazioni, che dettero vita all'industria automobilistica.

Tra le più importanti troviamo: 

  • 1839, viene inventata la prima auto elettrica, introdotta da Robert Anderson ad Aberdeen;
  • 1860, il belga Étienne Lenoir introdusse un modello alimentato a gas che venne applicato ad alcuni tricicli denominati Hippomobile;
  • 1864, l'italiano Innocenzo Manzetti introdusse la prima autovettura a vapore moderna in grado di circolare lungo le strade. Si tratta della carrozza a vapore citata da alcuni giornali valdostani e piemontesi tra il 1869 e il 1870.
Tratto da Wikipedia:

Le ricerche che portavano a sviluppare nuovi modelli si spingevano nelle più disparate direzioni, alimentate dagli sviluppi storici della industrializzazione soprattutto inglese. Fu così che le città di Londra e Bath si ritrovarono già nel 1828 con un collegamento di autobus, funzionanti a vapore.

Un momento di grande importanza fu senz'altro il 1876 grazie a Nikolaus August Otto, inventore del primo motore a combustione interna a quattro tempi. Comunque, l'auto non si era ancora del tutto profilata e distinta da altri mezzi di trasporto e locomozione e trasporto come la locomotiva e la bicicletta. Basti pensare al fatto che due famosi modelli francesi, l'Obéissante e la Mancelle venivano presentati all'Esposizione Universale del 1887 nella sezione dedicata al materiale ferroviario.


La nascita delle case automobilistiche[modifica | modifica sorgente]

Grazie ad alcune decisive innovazioni e alla fondazione di importanti aziende, fu comunque proprio verso la fine dell'Ottocento che l'autovettura diventava per la prima volta un fenomeno ben conosciuto ed in grado di fare concorrenza alla carrozza. Dal punto di vista estetico l'automobile sviluppava per la prima volta caratteristiche sempre meglio distinguibili da quelli di altri mezzi di trasporto, anche se spesso rimaneva visibile, nel progetto, la struttura di una carrozza adagiata su di un motore.

Nel 1883 vengono fondate le prime fabbriche di automobili: in Francia a Puteaux, la De Dion, Bouton et Trépardoux e in Germania a Mannheim, la Benz & Cie. fondata dall'ingegnere tedesco Carl Benz, che aveva lasciato da poco la fabbrica di motori A.G. Gasmotorenfabrik costituita nel 1882. La De Dion, Bouton et Trépardoux costruì nel 1884 una delle prime vetture a motore. Era a vapore ed utilizzava come combustibile carbone, legno e carta. Fu chiamata La Marquise e la velocità massima era di circa 61 km/h. Insieme alla precedente Mancelle, del 1878 di Amédée Bollée, è considerata l'automobile di serie più vecchia del mondo. Nel 1884 Enrico Bernardi realizzava a Verona un prototipo di veicolo con motore a benzina, con tre ruote, azionato da un motore di piccola potenza. Il prototipo fu presentato all'esposizione internazionale di Torino del 1884 ed è attualmente conservato presso la facoltà di ingegneria a Padova.

Benz Patent Motorwagen.jpg

Nel 1886 Carl Benz, che otto anni prima era stato il pioniere del primo motore a combustione interna a due tempi, costruì il primo veicolo con motore endotermico. Nello stesso anno il connazionale Gottlieb Daimler realizzò un modello indipendente da quelli di Benz. La sua vettura raggiungeva una velocità di 16 km/h. Successivamente, nel 1889, il motore a quattro tempi di Daimler veniva installato su una vettura a quattro posti da René Panhard ed Émile Levassor.

Nel 1890 Gottlieb Daimler fondò la Daimler-Motoren-Gesellschaft. Nel 1892 Rudolf Diesel brevettò un nuovo modello (che migliorava il grado di efficienza del ciclo Otto), il che preludeva alla costruzione del primo motore Diesel. Nel 1894 Enrico Bernardi realizzava il suo veicolo con motore a benzina e, per produrlo, nello stesso anno veniva fondata la Miari & Giusti, prima fabbrica italiana di automobili.

La concorrenza tra diversi sistemi era sempre maggiore e finiva per essere inscenata davanti al pubblico: fu così che nacquero le prime gare automobilistiche, tra le quali era senz'altro famosissima la Parigi-Rouen. Anche se sembravano profilarsi buone prospettive per il motore a benzina, questo sistema pareva tardare ad affermarsi sugli altri. Il primo record di velocità terrestre ufficialmente registrato, del 1898, è da attribuire proprio ad un'automobile elettrica: il francese Gaston de Chasseloup-Laubat raggiungeva i 63,14 chilomenti l'ora, mentre l'anno successivo, il 29 aprile 1899 Camille Jenatzy superava la bellezza dei cento km/h con La Jamais Contente, anche in questo caso un'auto elettrica. Con la sua spiccata linea appuntita, questa vettura cercava una sua soluzione aerodinamica, anche se prematura.

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