Il Motore Diesel è un motore a combustione interna, brevettato da Rudolf Diesel nel 1892.

Questo tipo di motore, alimentato a gasolio, sfrutta il principio della compressione per ottenere l'accensione del combustibile e non l'azione delle candele d'accensione impiegate da un motore ad accensione comandata.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine dell'Ottocento, Rudolf Diesel iniziò a lavorare ad un motore che aiutasse gli operai a svolgere attività pesanti, economico, ma con prestazioni equiparabili al motore a vapore.

Diesel sosteneva che per aumentare il rendimento, rispetto alle macchine a vapore, fosse necessario aumentare la temperatura durante la fase di espansione del ciclo, per avere un'accensione spontanea del combustibile. Nel progetto iniziale impiegò quindi l'ammoniaca per un motore a ciclo chiuso, senza però avere successo. Il primo motore Diesel funzionante venne completato il 17 febbraio 1894.

Nei primi anni l'utilizzo fu esclusivamente industriale, a causa delle grosse dimensioni e pesi del motore. Nel 1908 la Fiat applicò il primo motore Diesel su una nave. La scelta era vantaggiosa rispetto ai motori a vapore, in quanto sottrae meno spazio, non richiedendo una caldaia e lo spazio necessario per lo stivaggio del carbone. La produzione iniziò su navi da guerra. Winston Churchill sostenne l’importanza del poter rifornire le navi tramite navi cisterna eliminando così la necessità di mandare una parte della flotta nei porti per rifornirli del carbone necessario.

La prima guerra mondiale portò un'accellerata allo sviluppo del motore Diesel, utilizzato nei veicoli militari: Nel 1923 arriva la prima applicazione su mezzo terrestre. In Lucania e Calbaria, le locomotrici venivano motorizzate da un 2 tempi che sviluppava 440 cv a un regime di 500 giri. La cilindrata del propulsore era di 88.312 cc.

Nel 1928 venne realizzato il primo motore a testa calda.

Il Diesel nelle automobili[modifica | modifica sorgente]

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