Una monoposto di Formula 1 è una vettura da competizione, costruita esclusivamente per il campionato mondiale di Formula 1. La ricerca di prestazioni sempre più elevate ha portato negli anni queste vetture ad uno sviluppo sempre più accurato e complesso.

Il regolamento tecnico[modifica | modifica sorgente]

Il regolamento tecnico FIA Formula 1 è la base dello sviluppo delle monoposto, in quanto, le vetture devono rispettare tutti i parametri dettati in tale regolamento. Queste regole sono state stabilite nel tempo, per ridurre gli eccessivi divari tecnici tra i team partecipanti e per rendere più sicure le vetture.

Prestazioni[modifica | modifica sorgente]

Già dai primi Anni Cinquanta, le vetture avevano prestazioni velocistiche elevate; le Alfa Romeo 158 e 159 superavano in rettilineo i 300 km/h. Nonostante ciò, le vetture erano molto limitate a causa della poca aderenza in curva. Nel tempo, i costruttori hanno sviluppato appendici aerodinamiche sempre più complesse, che hanno reso le auto più performanti e veloci in curva.

In rettilineo, l'aerodinamica delle moderne vetture le rende più lente a causa dello schiacciamento della vettura verso il terreno (deportanza). In curva, i profili aerodinamici avvantaggiano i piloti, rendendo le vetture più rapide e aderenti al terreno. Tale differenza si può notare valutando il record di 372,6 km/h, stabilito da Juan Pablo Montoya durante il GP di Monza. Questa velocità è stata superata da una BAR 007, priva degli alettoni (391,6 km/h), sul lago salato di Boneville; tale record non è ufficiale in quanto la vettura non era conforme al regolamento FIA, ma dimostra che le vetture di Formula 1, prive dell'alettone anteriore e posteriore, sarebbero più veloci in rettilineo ma ingovernabili in curva.

Telaio[modifica | modifica sorgente]

La Lotus 25 fu la prima vettura di Formula 1 con telaio monoscocca.

I primi telai erano costituiti da più elementi che andavano a formare una serie di tubi orizzontali, a cui si agganciavano i vari elementi della vettura. Nel 1962 Colin Chapman sviluppo la Lotus 25, dotata del primo telaio monoscocca di Formula 1. A differenza dei primi telai, il telaio monoscocca ha una forma di catino che avvolge il pilota e porta molti benefici come la riduzione notevole del peso (quasi la metà) e la migliore rigidità torsionale. Inoltre, la riduzione della sezione frontale dell'auto portò Chapman a ideare la guida semi-sdraiata.

La McLaren MP4/1 fu la prima vettura di Formula 1 con il telaio in fibra di carbonio.

Le altre squadre inizarono ad adottare progressivamente il monoscocca, preferendo l'utilizzo di metalli leggeri. Per ridurre ulteriormente il peso della vettura furono adottati i pannelli a nido d'ape (honeycomb) in alluminio. Nel 1981 la McLaren introdusse l'utilizzo della fibra di carbonio che risultò essere più efficente e più affidabile rispetto al alluminio. Nel giro di due anni tutti i team adottarono il telaio in fibra di carbonio.

Gli ingegneri fecero a gara per migliorarne le qualità e le configurazioni; in particolare, nel 1983, Gustav Brunner eliminò la carrozzeria nella parte anteriore.

Nel 1984 fu introdotto l'obbligo per le squadre di costruirsi un proprio telaio, impedendo ai team di acquisire i telai da altre squadre. Tale divieto fu cancellato nel 2008.

Motore[modifica | modifica sorgente]

Sezione in costruzione.

Il motore della "Alfetta" 159

Nei primi anni '50, i motori erano molto semplici ed erano dotati già di ottimi rendimenti, sebbene poco prestazionali in termini di affidabilità. Sulle vetture a "sigaro" erano presenti due configurazioni: la prima era un 4.5 con 6 cilindri in linea (aspirato) e la seconda era un 1.5 con 8 cilindri in linea, sovralimentato dal Compressore volumetrico. Quest'ultima configurazione, più prestazionale, era montata anche sulle Alfa Romeo 158 e 159, dominatrici delle prime due edizioni.

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