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La Lancia LC1 è un'autovetturaSport Prototipo di Gruppo 6, costruita dalla Lancia Martini Racing per partecipare al Campionato del mondo sportprototipi nel 1982.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppi[modifica | modifica sorgente]

Dopo il grande dominio della Beta Montecarlo Turbo nelle precedenti due stagioni, la Lancia Corse guidata da Cesare Fiorio sviluppa una nuova vettura, concentrandosi sullo sviluppo del propulsore turbo.

Il regolamento della stagione 1982 escludeva il Gruppo 5 (a cui apparteneva la Beta Montecarlo) dalla lotta per il titolo, assegnando punti solo alle auto appartenenti ai gruppi C e B. Non essendo pronta a portare uno sport-prototipo del Gruppo C, Lancia decise di puntare solo al titolo piloti, sfruttando il regolamento FIA. Tale regolamento, solo per la stagione 1982, permetteva alle squadre di sviluppare vetture conformi al vecchio Gruppo 6, purché avessero una cilindrata inferiore ai 2,0 litri.

1982[modifica | modifica sorgente]

La squadra riconfermò i piloti della stagione precedente per tutto il campionato: Riccardo Patrese, Michele Alboreto, Teo Fabi e Piercarlo Ghinzani.

La gara d'esordio avvenne il 18 aprile alla 1000 km di Monza, dove le vetture si qualificarono in prima fila. La vettura di Patrese/Alboreto condusse la gara per quattro ore, per poi ritirarsi a causa dello spinterogeno difettoso, mentre l'altra vettura fu rallentata due volte a causa degli pneumatici e di una foratura al radiatore, poi sostituito. Alla fine anch'essa si ritirò a causa dello spinterogeno.

Alla 6 Ore di Silverstone (16 maggio), Ghinzani si qualificò secondo alle spalle della Porsche 956 Gruppo C di Jacky Ickx. Patrese e Alboreto guidarono la prima parte di gara, prima di fermarsi ai box per il cambio delle gomme e la riparazione della coda danneggiata durante un sorpasso. In testa passarono quindi Ghinzani e Fabi per le successive 2 ore finché il motore non si ruppe, lasciando la vittoria a Patrese, benché la sua frizione verso la fine gli si fosse bloccata.

Per la 1000 km del Nürburgring del 30 maggio, che all'epoca si correva ancora sul Nordschleife. La squadra ufficiale Porsche, impegnata a preparare la 24 Ore di Le Mans, lasciò spazio a soli piloti privati. Patrese subì un terribile incidente in prova quando uscì di strada colpendo la parete erbosa, ribaltandosi lungo l'asfalto. Il pilota fu scosso, ma ne uscì illeso. A causa dell'incidente, Fiorio rimescolò gli equipaggi: Alboreto-Fabi e Ghinzani-Patrese, con quest'ultimo alla guida solo per la parte centrale della gara. Alla partenza Ghinzani scappè via, ma una foratura lo costrinse ai box e alla successiva rimonta, interrotta a causa della rottura del cambio. Fiorio allora decise di assegnare a Patrese l'ultimo turno di guida dell'altra vettura ancora in gara, per fargli ottenere punti nel campionato piloti. La vittoria dell'equipaggio Alboreto/Fabi/Patrese portò quest'ultimo a conquistare tre vittorie in tre week-end consecutivi nei due maggiori campionati FIA: il 16 maggio la 6 Ore di Silverstone, il 23 maggio il Gran Premio di Monaco (con la Brabham) e il 30 maggio la 1000 km del Nürburgring.

La Lancia LC1 alla 24 Ore di Le Mans, guidata da Patrese, Ghinzani e Heyer

La quarta gara si svolse il 19-20 giugno con 24 Ore di Le Mans; Lancia Corse schierò Patrese/Ghinzani/Heyer sulla vettura n°50 e Alboreto/Fabi/Stommelen sulla vettura n°51.

Dopo essersi qualificati in quarta e quinta posizione, problemi alla pompa della benzina complicarono le prime fasi di gara. Alboreto rimase fermo un'ora lungo il circuito prima di riuscire a riportare l'auto ai box, mentre Patrese perse quasi un'ora ai box per risolvere il problema: dopoun'ora di gara le due Lancia erano 52a e 53a e avevano percorso un solo giro. Alboreto, Fabi e Stommelen continuarono a gareggiare per altre sette ore, ma si ritirarono col motore esploso mentre erano al 26º posto. Patrese, Ghinzani e Heyer tennero un ritmo forsennato per 15 ore, ma il turbo li tradì quando erano al 22º posto. La tripletta Porsche fece sì che i tedeschi recuperassero quasi del tutto lo svantaggio nella classifica del campionato.

Il 5 settembre ricominciò il campionato, a Spa-Francorchamps per la 1000 km. Le Lancia LC1 subirono la supremazia delle Porsche 956, che siglarono una doppietta con gli equipaggi Jacky Ickx/Jochen Mass e Derek Bell/Vern Schuppan; tuttavia, Patrese e Fabi riuscirono ad ottenere  il terzo gradino del podio; Alboreto e Ghinzani invece si ritirarono, fermandosi lungo il tracciato senza carburante a causa dell'indicatore della benzina difettoso.

Due settimane dopo si svolse la 1000 km del Mugello, a cui le Porsche ufficiali non presero parte. Lancia così fece doppietta, con Ghinzani e Alboreto al primo posto e Alessandro Nannini e Corrado Fabi al secondo; il podio venne completato da Bob Wollek, Hans Heyer e Henri Pescarolo sulla Porsche 936C del taem Joest Racing.

Il 3 ottobre si tenne in Giappone la 6 Ore del Fuji, dove le LC1 furono ancora rallentate da inconvenienti tecnici. Vinsero Ickx e Mass, con Teo Fabi e Patrese secondi, staccati di due giri.

Il 17 ottobre ebbe luogo l'ottava e ultima gara dell'anno: la 1000 km di Brands Hatch. La Porsche aveva già in tasca il titolo costruttori e non era intenzionata ad iscriversi alla gara, ma Ickx, ancora in competizione con Patrese per quello piloti, li convinse a gareggiare. Sotto il diluvio che afflisse il week-end di gara le Ford C100 dominarono le prove, seguite in griglia dalle Lancia di Patrese/Fabi al 3º posto e di Alboreto/Ghinzani al 4°. Al via della corsa le Ford presero subito il comando e in questa fase iniziale le due vetture americane corsero affiancate, con lo scopo di restare entrambe fuori dalla nube d'acqua sollevata da chi precede, ma questa tattica non portò i risultati sperati e le due vetture si eliminarono a vicenda, carambolando in mezzo alla pista e costringendo il direttore di gara a sospendere la corsa: in quel momento Icks aveva circa 6,3 secondi di vantaggio su Patrese.

Alla ripartenza Hans Stuck guidava la gara con la sua Sauber, seguito dalla Ford C100 di Marc Surer, dalla Porsche 935 del britannico John Fitzpatrick, da Ickx, da Bob Wollek sulla Porsche 936C e da Teo Fabi, mentre Alboreto era attardato. Smise di piovere, ma la pista era bagnatissima e nel volgere di pochi giri le due vetture in lotta per il titolo si portarono in testa, ma la Porsche consumava di più e un rifornimento in più le impose di recuperare un ritardo di oltre un minuto su un tracciato che andava asciugandosi e la cui aderenza cambia di giro in giro. Ickx iniziva una rimonta forsennata e alla fine transiterebbe sotto la bandiera a scacchi con un ritardo di solo 1,6 secondi e quindi vince la gara con 4,7 secondi di vantaggio: il primo titolo mondiale piloti Endurance va a Jacky Ickx (95 punti), Patrese è secondo con 87 punti.

1983[modifica | modifica sorgente]

Per il Campionato mondiale Endurance 1983 le vetture di Gruppo 6 non erano ammesse. Lancia decise così di adeguare la vettura al regolamento di Gruppo C. La nuova vettura però non riuscì ad essere competitiva come l'anno precedente; la Scuderia Sivama Motors, con i piloti Oscar Larrauri e Massimo Sigala, non ottennero risultati di rilievo. La casa torinese decise quindi di ritirare la LC1 a fine stagione; riportandoli allo stato originale, i tre modelli furono successivamente venduti a collezionisti privati.

Per la stagione successiva venne svuluppata la Lancia LC2.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

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Scheda tecnica[modifica | modifica sorgente]

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Risultati[modifica | modifica sorgente]

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