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La Bugatti è una casa automobilistica francese, fondata nel 1909 dall'emigrato italiano Ettore Bugatti.

Nel 1963 l'attività fu sospesa, per poi riprendere nel 1987, quando i diritti del marchio vennero acquistati da Romano Artioli che ne riprese la produzione costituendo la società italiana Bugatti Automobili, la quale nel 1995 cessò a sua volta ogni attività. Dal 1998 Bugatti è un marchio del gruppo tedesco Volkswagen Aktiengesellschaft che ha creato ad hoc una società finanziaria denominata Bugatti Automobiles.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini e i primi modelli[modifica | modifica sorgente]

Ettore Bugatti nacque a Milano il 15 settembre 1881 da una delle più celebri famiglie di artisti e designer milanesi. Ettore iniziò a lavorare alla Prinetti & Stucchi di Milano (che nel 1898 iniziò la sua attività nel settore automobilistico), dove progetto la prima vettura denominata Type 1, spinta da due motori monocilindrici accoppiati, che generavano una potenza massima di 4 CV. La vettura venne impiegata anche nella gara automobilistica Brescia-Verona-Brescia del 1899, dove ottenne la vittoria, guidata dal suo stesso progettista.

All'Esposizione automobilistica di Milano del 1901, Ettore Bugatti presentò la Type 2, un prototipo realizzato per conto proprio, sostenuto economicamente dal padre Carlo, noto designer di mobili dallo stile Art Noveau, assieme alla famiglia Gulinelli di Ferrara. Questo modello, mai entrato in produzione, presentava diverse soluzioni all'avanguardia per l'epoca, come il vano motore posizionato anteriormente. Con questo modello Bugatti fu notato dal barone De Dietrich, proprietario di una piccola casa automobilistica francese.

Bugatti si trasferì quindi in Alsazia, iniziando una collaborazione con De Dietrich. Sotto il marchio De Dietrich-Bugatti vennero prodotte diverse vetture: La Type 3 e 4, costruite in un centinaio di esemplari; la Type 5, 6 e 7, caratterizzate da grosse cilindrate, tutte a 4 cilindri (7433, 8261 e addirittura 12064 cm³). Le potenze massime erano rispettivamente di 50, 60 e 90 CV, un ottimo risultato per l'epoca.

Nel 1909 iniziò a progettare vetture per la Deutz. Con l'azienda tedesca costruì la Type 8 e 9, assieme alla Type 10. Quest'ultima prefigurò il progetto della prima vettura marchiata Bugatti, la Type 13.

La nascita e il declino[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver lavorato per la Mathis e per la Deutz, Bugatti fondò la Automobiles Ettore Bugatti nel 1909 a Molsheim, all'epoca territorio tedesco (poi divenuto territorio francese). L'azienda riuscì sin da subito ad affermarsi nel mercato, grazie anche ai buoni risultati nelle competizioni. Il primo modello fu la Tipo 13 Brescia, prodotta dal 1910 al 1926, seppur con diverse cilindrate; seguirono la Bugatti Tipo 35 dal 1922 al 1935 e la Tipo 37.

Uno dei modelli più famosi prodotti dalla Bugatti fu la Bugatti Tipo 41 Royale del 1927, progettata per essere venduta a regnanti e capi di Stato. Fu l'auto più costosa del suo periodo, ma non incontrò il successo sperato.

Il 1939 fu segnato dalla morte di Ettore, Jean Bugatti, deceduto l'11 giugno, a seguito di un incidente durante un test di una Type 57 da competizione.

Nel frattempo l'azienda entro in un difficile periodo economico. Nonostante la buona qualità delle vetture, l'azienda continuò ad adottare le stesse soluzioni tecniche, che iniziarono a diventare sempre più obsolete.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale fermò la produzione e lo stabilimento fu pesantemente danneggiato. Bugatti valutò un possibile spostamento a Levallois, vicino a Parigi, ma l'attività riprese solamente nel dopoguerra, con la realizzazione della Tipo 68.

Bugatti iniziò la progettazione della Tipo 73. Durante il suo sviluppo però, il 21 agosto 1947, Ettore Bugatti morì. Di questo modello furono prodotti pochi esemplari.

La morte del fondatore segnò una pesante crisi economica, a cui l'azienda non riuscì a risollevarsi. Dopo un lungo declino, l'azienda cessò la propria attività nel 1952.

La Bugatti Automobili SpA[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni ottanta l'imprenditore e finanziere Romano Artioli acquisì i diritti per la produzione di automobili con il marchio Bugatti. Inizialmente Artioli tentò di rifondare l'azienda in Francia, però la scelta definitiva fu l'Italia, dove nel 1987 nacque la Bugatti Automobili SpA. Per rilanciare il marchio Bugatti fu realizzato un progetto molto ambizioso, che mirava ad attrarre a sé le maestranze altamente specializzate dell'area modenese. A tale scopo venne realizzato un nuovo stabilimento a Campogalliano, appositamente progettato dall'architetto Giampaolo Benedini.

I nuovi modelli furono realizzati in linea con la tradizione della Bugatti anche riguardo al costo: nel 1995 la versione più accessoriata della EB 110 costava oltre un miliardo di lire, un prezzo giustificato dall'essere la prima vettura di serie (seppur in numero limitato) ad avere un telaio in fibra di carbonio, realizzato dalla società francese Aérospatiale su progetto di Paolo Stanzani e Marcello Gandini.

Nonostante la buona qualità delle vetture, le elevate spese sostenute per la EB 110 e per il prototipo della EB 112, mai realizzato in serie, portarono la società ad una sovraesposizione finanziaria e, pur con un ricco portafoglio ordini ancora da evadere, i fornitori suoi creditori pretesero il rapido rientro delle somme dovute e sospesero le ulteriori consegne di componenti, costringendo Artioli a dichiarare fallimento.

All'asta fallimentare il costruttore tedesco Dauer Racing GmbH si è aggiudicò tutto il magazzino ricambi della casa e cinque telai completi, così da riprendere la produzione della EB 110 e commercializzare cinque vetture con il nome di Dauer EB 110.

L'arrivo del Gruppo Volkswagen[modifica | modifica sorgente]

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Modelli prodotti[modifica | modifica sorgente]

In produzione[modifica | modifica sorgente]

Fuori produzione[modifica | modifica sorgente]

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