Alfa Romeo 158.jpg

L'Alfa Romeo 158 è un'automobile da competizione, monoposto di Formula 1, sviluppata dalla squadra italiana Alfa Romeo dal 1938 al 1950.

Conosciuta dagli appassionati come "Alfetta", è la monoposto da corsa più longeva della storia e vanta numerosi successi in tutto il mondo.

Con questa vettura, Giuseppe Farina ha vinto il primo titolo piloti nella storia della Formula 1.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La 158 nacque nel 1937 nelle officine della Scuderia Ferrari, all'epoca reparto corse sperimentale della casa milanese. La progettazione fu affidata a Gioacchino Colombo, che lavorò in collaborazione con Luigi Bazzi. Bazzi fu essenziale nella progettazione della meccanica, in particolar modo per le parti riguardanti sospensioni e cambio.

L'esordio avvenne il 7 agosto 1938, alla Coppa Ciano di Livorno, dove ottenne subito il suo primo successo; Emilio Villoresi e Clemente Biondetti terminarono rispettivamente al primo e secondo posto. Nell'anno successivo, con un motore più potente, l'Alfetta si ripeté con Giuseppe Farina il 30 luglio 1939, mentre Biondetti vinse la XV Coppa Acerbo, il 13 agosto 1939 a Pescara.

L'imminente scoppio della guerra impedì alla squadra di gareggiare oltrefrontiera. La seconda guerra mondiale ridusse drasticamente le gare automobilistiche, svolte ormai principalmente oltreoceano. Nel frattempo i progettisti della 158, proseguirono gli sviluppi della vettura, che divenne sempre più potente e leggera. La casa italiana riuscì così a mantenere la propria superiorità sugli avversari, facendo incetta di vittorie.

Il 21 luglio 1946 Nino Farina conquistò il I Grand Prix des Nations di Ginevra, con alle spalle le altre due 158 di Carlo Felice Trossi e di Jean-Pierre Wimille. Al III Gran Premio del Valentino, disputatosi a Torino il 1º settembre, la casa milanese conquista il primo e il secondo posto con Achille Varzi e Wimille. Trossi conquistò il III Circuito di Milano del 30 settembre, con Varzi e Consalvo Sanesi alle sue spalle, anche loro su Alfetta.

Nel 1947 esordisce una versione ancora più potente. Al VII Grand Prix de Suisse dell'8 giugno, a Bremgarten, le tre Alfetta di Wimille, Varzi e Trossi, terminarono davanti a tutti. Posizioni invariate al GPremio del Belgio del 29 giugno. Al Gran Premio di Bari del 13 luglio, ottenne un'altra doppietta con Varzi e Sanesi. Al XVII Gran Premio d'Italia del 7 settembre, occuparono le prime quattro posizioni, rispettivamente con Trossi, Varzi, Sanesi, e Alessandro Gaboardi.

Il 1º luglio 1948, durante le prove del VIII Grand Prix de Suisse, Achille Varzi perse la vita a seguito di un incidente. Trossi vinse la gara, con alle spalle Wimille. Al XXXV Grand Prix de l'Automobile Club de France del 18 luglio, Wimille vinse, davanti a Sanesi e Ascari. Il XVIII Gran Premio d'Italia del 5 settembre, vide ancora vincente Wimille, che si ripetè anche al I Gran Premio dell'Autodromo di Monza, davanti alle altre Alfa Romeo di Trossi, Sanesi, e Piero Taruffi.

Il 1949 fu un'anno davvero tragico per la squadra milanese, che perse i suoi piloti di punta: il 28 gennaio Jean-Pierre Wimille morì in un incidente alla guida di una Gordini. Pochi mesi dopo, Carlo Felice Trossi fu stroncato da un male incurabile. Pertanto si decise di non partecipare ad alcun Gran Premio per tutta la stagione.

Il 1950 segnò la nascita del campionato mondiale di Formula 1. Il team italiano schierò una squadra completamente nuova, composta dagli italiani Nino Farina, Luigi Fagioli e l'argentino Juan Manuel Fangio. La 158 debuttò al Gran Premio di Gran Bretagna monopolizzando il podio: vinse Farina, seguito da Fagioli e l'inglese Reg Parnell, mentre Fangio fu costretto al ritiro. Al Gran Premio di Monaco l'Alfetta dominò ancora, questa volta con l'argentino, mentre i due italiani non terminarono la gara a seguito di un incidente. Dopo la 500 Miglia di Indianapolis, a cui non partecipavano le vetture e i piloti europei, la scuderia milanese conquista un'altra doppietta al Gran Premio di Svizzera con Farina e Fagioli. Anche nelle gare successive, in Belgio e in Francia, fu doppietta per le "Alfetta" con Fangio primo in entrambe le gare, seguito da Fagioli, mentre Farina ottiene il 4 posto a Spa-Francorchamps e il 7 posto a Reims.

La vittoria di Fangio fu l'ultima per la 158, sostituita nell'ultima gara dalla 159, sua naturale evoluzione, con la quale Farina conquistò la vittoria della gara e il titolo piloti. Al palmarés della stagione 1950 si aggiungono anche e vittorie nelle gare non valide per il mondiale, dove la 158 vinse in tutte le gare a cui prese parte, ovvero il Gran Premio di San Remo, il Gran Premio delle Nazioni e la Coppa Acerbo con Fangio, il Gran Premio di Bari e il BRDC International Trophy con Farina.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Matita e righello.jpg Sezione vuota:
Questa sezione è vuota. Puoi contribuire, inserendo informazioni.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Matita e righello.jpg Sezione vuota:
Questa sezione è vuota. Puoi contribuire, inserendo informazioni.
I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.